25 aprile

Peccato che il 25 aprile ero ammalato, e non sono potuto andare alla commemorazione al “muro” in via Resia. La visita ad Oswiecim ha lasciato un solco, come la poesia di Primo Levi appesa nella casetta dedicata all’Italia.

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita:
da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo.
Fa’ che il tuo viaggio non sia stato inutile,
che non sia stata inutile la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli,
le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento:
fa’ che il frutto orrendo dell’odio,
di cui hai visto qui le tracce,
non sia nuovo seme né domani né mai.

Fa crescere in me un forte senso di colpa, devo aiutare con la mia testimonianza indiretta e a dir poco inesistente a fare in modo che la memoria sia sempre viva e il frutto dell’odio morto.

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