una storia vera

Scrivo quello che successe a me e alla mia famiglia il 1 maggio del 1973.

Eravamo al Locher, amena località a San Genesio, arriviamo tutti quanti parenti compresi a piedi dalla funivia dopo immagino un paio di ore di cammino. io avevo 18 mesi. Verso le 14 mentre i miei genitori gozzovigliavano e i miei cugini giocavano bocce io mi allonatano, salgo un piccolo dosso e casco nello stagno. Un signore richiamato dalla figlia piccola che mi aveva visto cadere mi raccoglie mentre sto un po con la testa su un po con la testa giu in mezzo allo stagno.

Mio papà inizia a cercarmi ma non mi trova visto che non siamo mai andati oltre la collinetta. Poi spunta questo signore con me in braccio, mia mamma dice che dormivo e che respiravo ma per un po ho dormito. poi mi hanno asciugato e mi sono svegliato, stavo bene camminavo tranquillo.

A sera siamo tornati sempre a piedi e funivia a casa.

Devo andare a trovare il mio salvatore.

Ovunque Proteggi

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà il tempo…
il tempo per partire…
il tempo di restare
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore
ovunque proteggi la grazia del mio cuore
…ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male
ovunque proteggi la grazie del tuo cuore

E’ terminato cosi’ il mio primo Maggio davanti alla tv. Solita meravigliosa festa del Quincho con il sole che attraversava le viti dietro alla cantina Mayr.

Mio Babbo invece come sempre al Locher, dove 32 anni orsono il suo figliolo rischiava di lasciarci le penne.

La canzone di Vinicio si addice al periodo, parole felici musica malinconica.