Non ci si puó dimenticare della festa del papà, ogni social ne parla, e non solo. Ci si emoziona leggendo o ascoltndo qualche racconto. I piccoli mi fanno sentire papá piu di quanto io riesca ogni giorno a comprenderlo. Spesso li guardo e mi meraviglio, mi chiedo: “ma sono io il loro papà?”.
Io non faccio altro e non ho fatto altro che proseguire ad essere quello che sono. Anzi a far vedere meglio quello che sono, questo per rendere piú esplicito l’esempio che voglio dare a loro.
Non ho studiato per fare il papá, non mi sono costruito papá, non sono cambiato, non sono diverso, sono solo lo stesso che sono sempre stato; solo mi comporto in modo che sia piú visibile quale comportamento é da seguire nella vita.
Spero, non solo, che i miei figli siano intelligenti per capire la via ma che abbiano sufficiente memoria, che io non ho, per ricordare il mio esempio (positivo o negativo che sia).
Sento racconti alla radio del tipo: “mio papa faceva… mio papa diceva…” Io che ricordi ho di mio papà? pochissimi per la mia scarsa memoria. ma il suo esempio mi ha segnato, il binario su cui mi ha messo non so esattamente da dove arrivi ma ha basi solide per non avere dubbi sulla direzione.
Principalmente peró devo ringraziare la vita che mi ha regalato l’opportunitá di essere papá ( che poi é il ruolo della vita in cui sto meglio ) e anche il mio papá per avermi insegnato con il suo esempio a cavarmela autonomamente con il suo esempio e senza tante parole ( che poi lui non é un chiacchierone e io ho una pessima memoria).